I nostri corsi di inglese per Teens: non solo competenze linguistiche
26/08/2025La maggior parte dei bambini inizia a fare lezione di inglese durante la scuola primaria: è qui che si imparano le prime frasi fatte, le formule di saluto, i vocaboli più comuni e le prime semplici forme di interazione.
Nei nostri corsi, così come molti altri, il gioco nell’apprendimento linguistico è una metodologia centrale, utilizzata durante tutto il percorso didattico di questi cinque anni. I motivi e i benefici sono molteplici, ma non è raro che, a un primo sguardo, si possa avere la percezione di non lavorare abbastanza in classe. Spesso, infatti, il gioco è percepito come non funzionale all’apprendimento, e le aspettative nei riguardi dei corsi di inglese sono più incentrate sul ripasso sistematico lessicale e grammaticale. In realtà, l’apprendimento ludico rappresenta una strategia efficace che potenzia queste attività, rendendo lo studio più coinvolgente e naturale per i bambini.
Vediamo insieme in che modo queste due cose possono andare di pari passo.
Il ruolo del gioco nell’emotività del bambino
La prima ragione per cui il gioco è così importante è che esso contribuisce a ridurre il filtro affettivo nei bambini. La teoria del filtro affettivo, ipotizzata da Krashen negli anni ’80, sostiene che, a causa di impedimenti emotivi come l’insicurezza, la pressione di esprimersi in una lingua che non si conosce e il timore di performare davanti ai propri compagni, i bambini possano sentirsi così frenati da non riuscire a produrre alcun tipo di linguaggio, orale o scritto.
La dimensione ludica, invece, permette ai bambini di spostare il focus sull’attività divertente e di utilizzare la lingua con lo scopo di portarla a termine e divertirsi. Così facendo, le barriere emotive si abbassano e i bambini si sentono più a loro agio nell’esprimersi in lingua.
Il gioco e la memorizzazione
Molti dei giochi da noi proposti prevedono la ripetizione di semplici frasi e vocaboli. Questo fa sì che strutture linguistiche e parole nuove vengano ripetute costantemente, implementando una pratica di recupero dalla memoria che, come dimostra la ricerca neuroscientifica, è ciò che aiuta le connessioni sinaptiche a rafforzarsi e a garantire che le nozioni apprese vengano trasferite nella memoria a lungo termine.
Un esempio di questo approccio è il classico battaglia navale, che molti conoscono. Per colpire e affondare le navi altrui, i bambini utilizzano una griglia: al posto delle coordinate fatte di numeri e lettere, però, trovano frasi da assemblare per porre domande personali ai compagni.
Esempio: “Do you like… | …swimming?” – “Yes, I do! Colpito!”.
Il gioco e l’apprendimento socio-emozionale
Abbiamo quindi visto come il gioco possa essere considerato un vero e proprio strumento didattico, ma non solo: attraverso esso, i bambini si trovano ad affrontare e gestire difficoltà, imprevisti e necessità di cooperare con la classe affinché l’attività venga svolta in un modo che la renda divertente e proficua per tutti. In questo modo, esso diventa anche una sorta di palestra di autoregolazione, cooperazione e collaborazione.
Occorre quindi tenere a mente come il gioco non sia solo un modo divertente di passare insieme un’ora parlando inglese: esso è infatti piuttosto un utile strumento per avvicinare i bambini a una lingua straniera senza ansia o pressione, rendendo l’apprendimento un’esperienza positiva. Ed è proprio questa associazione positiva che getterà le basi per un percorso linguistico duraturo, dove la motivazione sarà sempre alta e il successo garantito anche negli anni a venire.
Accompagnate il vostro bambino in un primo incontro sereno con l’inglese, tra gioco e naturalezza!
